martedì 27 ottobre 2009

Olio e Stanlio

Mattia è stato qui. Sembra il titolo di un romanzetto. Ma ieri pomeriggio l'abbiamo passato insieme, qui in redazione, a un certo punto siamo dovuti partire per portare copie del giornale a un'edicola che le aveva esaurite di colpo e aveva urgenza senza voler aspettare che la rifornisse la società apposita. Siamo saliti nella parte alta della città, lui mi ha accompagnato, ha voluto sapere perché comprano il nostro giornale, visto che portavamo un pacco, ma nel pacco i giornali... erano tutti uguali, ne bastava uno, no? Cosa difficile da far capire il mercato e anche il fatto che certi suoi desideri ne siano condizionati. Poi abbiamo scritto. Ha scritto. Ormai al computer scrive le parole che stabiliamo, poi si diverte a scrivere lui una sfilza di lettere senza senso. Ma quando lo si sfida scrive le parole esatte, trovando le lettere sul computer. Io sono esterrefatto, alla sua età io la facevo ancora dentro. Se è per questo la fa ancora dentro anche lui. Ma non ricordo proprio di aver saputo non dico scrivere ma nemmeno riconoscere una lettera, a noi all'asilo, anche da grandi, facevano fare le aste. Che però ci hanno aiutato. In effetti gli manca ancora la manualità, scrivere a penna, col computer è più facile, sempre ammesso che sia facile riconoscere tutte le lettere dell'alfabeto. Lo so che si scriverà sempre meno a penna, ma vorrei non si estinguesse la specie degli scrittori di penna. Mah. Ma la sua passione restano i lavori e i magazzini in cui si arriva con l'auto (le sue auto piccole) e si compra. "Però facciamo senza soldi". In effetti è faticosa la compravendita, meglio semplificare. Ieri sera non voleva più tornare a casa, qui ci sta da Dio, lo "zio" Diego gli fa vedere i cartoni al computer e io gli ho fatto vedere (per prova) Olio e Stanlio. Ha riso, incredibilmente a un certo punto ha riso. Come noi da piccoli, Olio e Stanlio resistono, vanno oltre i comici di oggi. E mi sono consolato, come fossi ringiovanito anch'io.

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