giovedì 15 ottobre 2009

col cuore

Pomeriggio pieno. Mattia ha le bretelle perché è dimagrito e le braghe non gli stanno su più. Ma non vuole che si vedano, si vergogna. Sono bellissime ma gli sembrano un indumento intimo. Via a fare benzina e poi a Lovere, passeggiata sul porto vecchio, seduta fuori dalla libreria. Ma scendendo vede un cartello e mi chiede cosa c'è scritto. E' uno che vende (non mi ricordo più cosa). "Ma allora perché non è lì a vendere? Eh, Non c'era nessuno!". Qui entra in campo la filosofia del libero (?) mercato, la persuasione occulta, la pubblicità sublimale di uno che va a 70 all'ora e dovrebbe leggere dove cavolo è quello lì che mi annuncia che vende non ricordo neppure cosa. Sul lungolago ha voluto fermarsi a vedere il crescere di un ponteggio sulla facciata di una casa, ho dovuto minacciare di lasciarlo lì fino a notte fonda. Non abbiamo visto nessuno. Poi ha voluto andare a Clusone. Arrivati a Clusone sono arrivate tre telefonate, abbiamo visto Piero e Mattia sul porto, alla libreria, sulla passerella, insomma ci hanno visto tutti e noi nessuno, tranne una suora che mi ha riconosciuto e adesso è a Potenza a fare la suora, se non ho capito male. Qui in redazione Mattia ha sfogliato i giornali, "chi ha scritto questo?". Io dicevo l'autore. Dopo un po' ha individuato il posto degli editoriali e chi li scrive. Poi ha chiesto? Chi fa il giornale? "Il papà", ha risposto sua madre. E io, il papà e la mamma. "Io lo faccio col cuore", ha risposto Mattia. Prendere su e portare a casa stretto. Abbiamo visto metà "Marcellino pane e vino", poi era commosso e abbiamo scritto al computer delle parole. Gionata impegnativa.

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