martedì 2 giugno 2009

concerti

Il benzinaio Mattia mi ha assistito nell'operazione delicata del rifornimento, cosa che del resto lui fa più volte al giorno per il suo parco pachere, macchine, camion con rimorchi immaginari, moto e perfino la sua bicicletta, che rifornisce vicino alla siepe da cui strappa foglione vistose che poi mi regala per il mio compleanno che è in quel mese misterioso che verrà, agosto, prima di settembre che gli deve suonare lugubre, per via che gli è stato annunciato che tornerà all'asilo. Giulio è già "andato a casa sua". Siamo andati a vedere le prove del concerto rock al parco, abbiamo osservato quello della batteria, ha voluto sapere i nomi di tutti i tamburi, timpani e tamburelli, piatti e bongo che si suonano con le mani, le chitarre normali e quelle elettriche e la ragazza col violino (sì, c'era, presenza anomala in un complesso rock ma lo ingentiliva) e il signore alla consolle, con tutti quei tasti misteriosi. Non voleva più venir via e al ritorno ha voluto organizzare un concerto in salotto, approfittando del fatto che la nonna era andata al cimitero. "Tu suoni il piano con lo sgabello, la mamma suona la tromba e io suono il sassofono". Solo che la tromba è sparita. Lunghe ricerche senza esito. Il concerto è sfumato dopo un tentativo di sostituire la tromba con la fisarmonica, che non è la stessa cosa. Peccato, perché un complessino oggi può fare serate redditizie, il mondo, anche questo mondo, ha bisogno di musica. Oggi pomeriggio andiamo al concerto dove suona anche Checa (flauto traverso) al santuario. Ieri sera Mattia, per finire la serata dando un senso operativo alla giornata, ha piazzato sua madre sul divano come una signora cliente e le ha servito la cena: "simballen, che è una cosa che si mischia tutto e si mette nel forno (erano tre mollette su un foglio di carta), tintin che è una pasta (che poi era il filo di lana di un gomitolo che se la nonna lo scopre vien fuori una "tragedia", termine che ha imparato e ripete quando sente aria di buriana), caramelle che ho fatto io, sono di liquirizia (erano le ruote delle macchinine)". Serviva la "signora" che doveva star ferma sul divano e mangiare tutte le pietanze. Oggi sua madre è un po' appesantita. Ha mangiato troppo.

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