domenica 7 giugno 2009

ciliegie

Mattia ha voluto sapere cosa vuol dire votare, sua madre è presidente di seggio. Seggio? C'era la sedia del bidello e una piccola scrivania. Ha voluto prenderne possesso mentre gli elettori che passavano lo salutavano manco fosse lui il presidente. Capace che raccolga voti, anche se deve migliorare nei rapporti, non risponde ai saluti. Mia madre me lo ha detto quando mi sono candidato la prima volta a sindaco, saluta la gente per strada, se non pensano che sei superbo. Era puro imbarazzo, non sapevo che dire, buongiorno mi sembra già una banalità. Gli dico, saluta la gente. Lui abbassa il crapone, col cavolo che risponde ai saluti. Sembra che tutti sappiano il suo nome, che lo conoscano. Chiedo a sua madre, ma tu la conosci questa signora? No, ma è gentile. Sì, ma come mai Mattia lo conoscono tutti? Boh. Si è molto interessato alla sala musica della scuola, vuol saltare l'asilo e andare a scuola (sede di seggio) dove c'è di tutto, anche una lavagna grande dove i gessetti davvero scrivono e si può cancellare. Cancellare è un'operazione importante, di ripensamento. Abbiamo mangiato ciliegie cogliendole dalla grande pianta dello zio Mario e di Titta che ha staccato un ramo pieno di ciliegione mature, con Stelvio (il cane) che lo spingeva col muso per giocare. Poi abbiamo fatto un concerto: lui cantava a squarciagola sui ritmi del piano con lo sgabello, inventandosi storie brevi e sconclusionate che metteva in musiche improbabili ma che gli consentivano di cacciar fuori la voce. Mi ha confidato che non abbiamo capito niente, il suo amico (immaginario) "non si chiama Giulio, ma Luglio, abita a Lovere, io guido e lui mi aiuta a cambiare le marce e a caricare il rimorchio". Ah. Le canzoni avevano titoli misteriosi come le parole. Ha spento la Tv, "sono cartoni per piccoli" e allora abbiamo chiacchierato un po' tra grandi. Ha voluto che gli leggessi una storia, facendo le voci diverse dei protagonisti. Sta lì fermo, aspettando il lieto fine vorrebbe che le pagine girassero alla svelta. Non ha la pazienza della sofferenza che esalta la gioia. In effetti, tanto vale non andarsi a cercare il freddo fuori dal letto per il puro gusto di gustarsi il caldo di ritorno. Se una cosa ce l'hai già, perché devi perderla per il gusto di ritrovarla?

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