domenica 8 novembre 2009

vocazioni

Due giorni con Mattia, tra redazione e giri per il mondo, pioggia, freddo, serenate alternate. L'altra sera avevo paura avesse preso l'influenza, invece era solo stanchissimo. Ieri si è fatto coccolare in braccio. Oh, sembra niente, ma portare Mattia in braccia ha un cero peso, psichico, forse sociale, magari pedagogico, di sicuro fisico e la schiena, per dritta che sia, ne risente. Sul porto di Lovere, nella piazza, si diverte. Poi, da divo, ha voluto che Tea e Sara lo ritraessero col telefonino sul leone (quello della fontana), ma si è concesso per pochi attimi, i fotografi devono essere pronti. E' attratto dalla libreria, tutti quei libri, gli ho detto, per consolarlo, che deve fare in fretta a imparare a leggere e scrivere, tutti quei libri da leggere. Lui si è fermato su quelli per bambini, ovvio, Pinocchio vedo che va alla grande ancora oggi, era attratto da un libro musicale, con piccola pianola incorporata, lui che ha la grande pianola in cui si diverte a scatenarsi con le percussioni e poi prova tutti gli effetti speciali, chiedendomi a volte "che suono è?" e di solito non lo capisco nemmeno io e tiro a indovinare. Ma poi c'è il regno delle macchinine. La vocazione da meccanico resiste, con l'autunno fa aggio su quella di muratore, l'edilizia a novembre si assopisce. E con quella anche la sua ferrea vocazione alla manualità.

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