lunedì 31 maggio 2010

dopato

Giornata campale per Mattia. partito da casa al mattino, tornato a casa la sera. mangiato capretto e polenta al santuario, miracolosamente (è il caso) fermo a tavola per quasi due ore, con la curiosità degli altri commensali e le portate, al ristorante del santuario, poi il pomeriggio a giocare, far vedere e mettere a posto il canale sempre manomesso da altri ragazzi, poi giocato al pallone con lo zio Pepe (quello che si chiama davvero così) e poi ancora giocato a calciobalilla, poi al parco. Dispiaciuto che se ne andasse, voleva andare con lui a Vilminore, Magari oggi pomeriggio. Il fatto è che la sera era in forza, "lavorato" con carriole e pachere varie. Una furia. Tea dice che dobbiamo fargli la prova del capello, sarà dopato all'insaputa dei suoi genitori?
PS Ah, dimenticavo, gli hanno regalato un cappello nero da cowboy e stamattina si è alzato in piena forma annunciando: "Non disturbatemi per nessun motivo" e si è messo subito a trafficare con il cappello in testa.

domenica 30 maggio 2010

salve

Ieri si è ripetuta una scena madre, anzi, una scena padre. Stavamo giocando sul prato a pallone, noi due soli (Mattia ha imparato a tirare indietro la palla con la pianta del piede e poi ripartire, mica male: tranquilli ha già proferito e sentenziato che lui non vuole diventare un campione di pallone e gli ho detto che io voglio che lui resti Mattia e basta e si è tranquillizzato), dicevo noi due soli e a un certo punto è sudato, gli dico, "intervallo" e lui va verso le panche a sedersi. Gli faccio segno che vado un momento in bagno. Quando esco non c'è più, torna vicino alla panca e chiedo alla signora che c'era al bar dov'è Mattia, lei dice che è venuto a cercarmi. Torno indietro, faccio il giro dell'edificio e lo trovo vicino alla mia auto che piange a dirotto. Quando mi vede mi viene incontro in lacrime, "dov'eri andato"?. Era disperato. Gli ho spiegato il malinteso. "Ma io ero entrato in bagno, ma non ho sentito rumori". Che dire, che fare, si è quietato a poco a poco, "ma tanto avevi visto che l'auto c'era". "Sì ma tu non c'eri". La sofferenza a salve allena a sopportare in futuro la sofferenza vera o è pura tortura gratuita?

giovedì 27 maggio 2010

numero 10

Mattia è qui in redazione. Da giorni si gode la primavera... vera, anche se oggi pioveva a dirotto ma adesso c'è sereno. ma che, parliamo del tempo che fa? Sono stato un po' tirato sul lavoro in questi giorni ma Mattia non ne ha risentito più di tanto, siamo stati a giocare al santuario, siamo stati sulle giostre, abbiamo giocato a calcio (inizia a fare due palleggi di fila) ma è un testone, impara tutto da solo, non sopporta le... lezioni. Quelle di vita sì, perché nei nostri trasferimenti chiede di spiegargli i fondamentali, i buoni e i cattivi insomma, il bene e il male, perfino la pioggia, gli ho spiegato oggi, è un bene, la terra era spaccata e crepata ieri (l'abbiamo vista) e l'acqua fa bene, il vento asciuga la terra, ma l'asfalto non riceve acqua che anzi prende velocità, finisce nei tombini, poi nei grandi tubi che abbiamo visto interrati ("certo, mi ricordo"), poi nel fiume, nel lago, di nuovo nel fiume e poi nel mare. Adesso sa cos'è il mare. "Ma non si riempie". E vai con il sole, l'evaporazione, le nuvole e di nuovo la pioggia. Mi sento molto maestro elementare, quando lo vedo attento. Dopo aver esultato con la maglia di Milito, sta rivalutando Balotelli, ma ieri ha inaugurato la maglia della nazionale (anche se ha il n. 10, che era di Totti, e per un interista non è il massimo). Il fatto è che la maglia gliel'avevano regalata 4 anni fa e ci avevano detto, è la taglia più piccola, per quando avrà sei anni. Lui adesso crede di avere 6 anni perché la maglia gli va a pennello. Naturalmente fasi alterne al nostro canale su nel bosco, che viene deviato e noi ripristiniamo. Adesso saluta la Madonna e pretende lo faccia anch'io. Ieri il pallone era sceso per i prati, credevamo di averlo perso, Tea se l'era presa. Noi siamo scesi a piedi per protesta e... naturalmente abbiamo recuperato il pallone che era finito in un prato, sotto il bosco. Stamattina i pesci dell'acquario dello "zio Gianni" (frate) erano quasi tutti morti. Lui ha detto: "Sono indignato". Proprio così. Indignato con "zio Pepe" che non ha aggiustato la pompa dell'acqua. Ma adesso qui ha ripreso possesso del suo regno.

sabato 22 maggio 2010

mestieri

Pomeriggio e sera con Mattia scatenato felice, mi corre incontro quando arrivo e mi salta in braccio (oh, pesa, adesso...). Poi via a vedere pecore e capre, abbiamo scavalcato il recinto elettrico (lieve scossa per me) e siamo entrati nel gregge, perché ogni tanto bisogna pur lasciarsi prendere dall'onda populista e popolare. Ma le capre ("quella che mi vuole bene è quella lì, bianca") sono state a debita distanza. Gli ho detto che avevano soggezione di me. Cosa vuol dire? Vuol dire che hanno un po' vergogna o paura di me. "Ah, ecco perché non viene a farsi coccolare da me". Al santuario ha ruzzolato per i prati rasati alla perfezione dal signore (esse minuscola) che gratis et amore Mariae falcia tutto e mette a posto i prati circostanti, con una meticolosità incredibile di questi tempi. E' la vecchia guardia, come quella dei volontari muratori. Mattia ha detto a una signora che da grande vuol fare il pastore, il contadino e il giornalista, tre mestieri che si conciliano perfettamente. Poi gelato da Ilde e partita a calciobalilla e ieri sera ancora giri per il paese con la zia Caty. Ieri mattina ha detto che ha passato una notte non bella, perché Simone gli ha fatto i dispetti tutta notte. Simone è un peluche...

mercoledì 19 maggio 2010

le "bande" dell'acquedotto


Il vicino di casa chiede a Mattia che lavoro vuoi fare da grande. Fulminante la risposta: "Ma non vedi che lavoro già? Faccio il contadino, il muratore e il giornalista, no?". Il muratore con "la mia adorata carriola". Il giornalista con noi, il contadino con la nonna. Già con la nonna ha un atteggiamento di... sostegno. Le "insegna" a giocare ma secondo lui con scarsi risultati, uffa, adesso sono stanco, ho lavorato tutto il giorno. Abbiamo rimesso a posto il nostro canale dove si è creato un interesse che ormai... tracima. Hanno anche messo un cartello scritto su un cartone con scritto "I ragazzi dell'acquedotto di Sovere". Ma ci dev'essere un'altra "banda" che boicotta, perché stamattina Tea ha trovato anche ripristinato il vecchio tracciato. Bisogna sapere che quel ruscello scende nel bosco dal "troppo pieno" della vasca dell'acquedotto che sta sopra. E a quanto pare c'è uno spreco di acqua incredibile perché il ruscello non è mai in secca, anzi. Come dire, con quello che si fa pagare l'acqua anche a Sovere tutto il versante della montagna dove sta il santuario è pieno di sorgenti che scendono a valle. Anche nella cascina vicino al santuario il proprietario ci ha fatto vedere come ha incanalato la sorgente che butta acqua da tutte le parti e così lo zio Mario che ha messo bidoni per raccoglierla ma poi scende comunque a valle. Mattia adesso ha un appuntamento nel bar di Ilde dove c'è una ragazza che gli piace (a lui piacciono grandi le bambine piccole non le degna di uno sguardo) e poi si gioca a calciobalilla dove la mamma è la vittima sacrificale di noi due "campioni".

lunedì 17 maggio 2010

scudetto



Va beh, maglia di Milito che Mattia voleva mettere anche in chiesa al Santuario dove Don Fiorenzo aveva organizzato per ieri pomeriggio un "raduno" di tutti i bambini nati negli ultimi 5 anni per una benedizione con affido alla Madonna. Mattia ha ritirato la sua pergamena che non ha apprezzato ma poi è uscito e voleva mettere sciarpa, cappellino e maglia del suo preferito Mi-li-to Mi-li-to che scandisce. Ma non era il caso con la Roma in vantaggio e l'Inter che non segnava. "Ma non segna Milito?". E poi è successo e allora lui ha voluto giocare al pallone su alla cascina vicino al santuario dove il padrone dei tre cani (Stella, Rochy e il piccolo Nerone appena nato, nerissimo con una macchia bianca sul petto che Mattia voleva portare a casa) ci ha accolto benissimo. Poi voleva andare con sua madre a sbandierare e l'ho portato a Lovere dove si è divertito ad afferrare la bandierona dello zio Tita. Da quando è nato Mattia ha già vinto 5 scudetti (e un campionato del mondo). Chissà alla prima sconfitta...

domenica 16 maggio 2010

S. Mattia

Lo so, sono stato "assente" ma non per Mattia che si è goduto suo padre da mane a sera. Era il suo onomastico venerdì scorso, S. Mattia apostolo )è bene ricordarlo, colui che sostituì Giuda nel collegio apostolico). Dalla sera prima hanno cominciato a dirgli che "il santo paga" e doveva rompere il salvadanaio per pagare da bere a tutti. "Ma io non bevo". Ma gli altri sì. Il mattino si è alzato e la nonna gli ha fatto subito gli auguri. "Non dirlo a nessuno perché se no devo prendere i soldi dal salvadanaio". Poi nel corso della giornata ha preteso regali e si è alla fine accontentato di pasticcini e torta, pretendendo comunque al più presto le "braghe" di Milito (il giocatore dell'Inter di cui ha la maglia) e anche le "calze". Questo delle calze, che sarebbero i calzettoni, era stata una mia aggiunta alle "braghe" che poi non si trovano qui in giro. Ieri siamo andati alla "Buca del Corno" di Entratico. Siamo entrati appena noi due, con una guida... olandese (trapiantato a Entratico= gentilissimo, un fiume d'acqua ma bellissime gallerie, con aperture verticali, cascate di acqua ferrosa. Peccato l'accesso perché per arrivarci abbiamo sceso un sentiero da capre. Ma ho scoperto qualcosa di davvero bello. Ma non c'erano i... supereroi annunciati, Batman a forma di pipistrello. In effetti ci ha detto il signore che ci guidava che c'erano pipistrelli a iosa e c'è una grotta con chiaro riferimento alla loro presenza. Allora andiamo a vedere Villa Suardi a Trescore. "Ma ci sono lì i supereroi? Ma non esistono, però magari per finta ci sono". Chi lo sa, magari sulle pareti (riferimento ai dipinti angelici del Lotto che stanno appunto in Villa Suardi, che doveva essere aperta fino alle 22.00 e invece uno scortese e polemico "volontario" (categoria indefinibile, visto che poi risulta sia anche pagato) ci ha chiuso l'illusione in faccia dicendo che lui non prende ordini dagli organizzatori e aveva chiuso da cinque minuti (eravamo arrivati alle 17.35) e non riapriva di certo e comunque non ci avrebbe fatto vedere le stanze affrescate. Mattia ha sentito suo padre piuttosto seccato (eufemismo) e quindi si è molto arrabbiato con quello lì che non l'ha fatto entrare. Lo scriveremo sul giornale. Appunto. Poi l'ho ringraziato per avermi aiutato nell'intervista a Placidia, la "romita" del santuario da 50 anni (c'è su Araberara). Lui aveva fotografato tutto. "Ma perché non ci sono le foto del letto e dell'armadio?". Credo sarà un buon direttore di giornale. A parte l'aspetto iconografico...