Sono qui in cucina con Mattia, soli soletti che scrivo su questo congegno che mi hanno regalato chiamato i pad o roba simile mentre Mattia sta battendo con la sua squadra ideale, creata da lui stesso, una partita contro una squadra straniera e' in vantaggio 1 a 0 e sta cambiando giocatori che secondo lui sono stanchi. Il suo e' un tablet e ha giocato in anteprima lo scontro di vertice Juve Roma (finita 4 a 2 ai rigori perché' non ammette pareggi). Da martedì ricomincia la scuola, i compiti li ha finiti e ride sulla mia mania della poesia sulla Befana di Pascoli mentre lui ha impattato a memoria una filastrocca (grido trionfale e' sul 3 a 1). La nonna non è per niente d'accordo sull'uso della tecnologia, io non solo mi adatto ma uso tutto quello che mi rende facile scrivere e comunicare. Domani sera ci siamo ripromessi di vedere la partita pur essendo tifosi di squadre diverse (lui tiene all'Inter e al Sassuolo per il quale ha una vera malattia tifoidea).
sabato 4 gennaio 2014
venerdì 27 dicembre 2013
Moretto non comune
Troppi giorni senza scrivere. Il fastidio di inserire i dati per accedere a un posto (a un post) che spetterebbe di diritto, poca pazienza e poca comprensione delle cose che si volatizzano in un niente mentre la vituperata carta stampata resta per un secolo almeno (salvo ristampa) queste parole che teoricamente non si perderanno più nei secoli, si perdono nell'attimo in cui uno le legge e poi basta, finite. Mattia è cresciuto in questi quasi otto anni (li compie il 31 gennaio) adesso è impegnato nell'album delle figurine dei calciatori. E ' in vacanza, ancora i compiti non sono stati nemmeno iniziati, prima S. Lucia e poi questo Babbo natale che ormai farà aggio su Gesù Bambino che da noi non portava doni. E' chiaro che prevale quello che regala roba subito rispetto a chi ti promette "solo" un'eternità felice. Mattia maneggia il tablet molto meglio di me, ovvio, gioca partite virtuali con "Uefa 2014" con punteggi roboanti, ha giocato tre partite internazionali, con un inglese, un tedesco e (mi pare) uno spagnolo e pur essendosi registrato con falsa data di nascita, le ha vinte al punto che sospetto che anche i suoi avversari avessero carta d'identità fasulla. Certo fa giocare le sue squadre con grande strategia tattica. L'anno sta per finire, è il mio 69 Natale (li compie ad agosto prossimo ma conto il natale del '45 che non deve essere stato un Natale con cenone da parte di mio padre e mia madre. Quando sono nato mio padre mandò un telegramma (una spesa!) a suo fratello prete e parroco a Tavernola: "Mi è nato un moretto non comune". Poi in Comune ci sono stato a lungo (tre mandati da sindaco). Mattia sarà meglio di me, almeno lo spero (lo sperano tutti i padri dei loro figli).
domenica 3 novembre 2013
esordio
Ieri sabato campale, nel senso anche del campo sportivo. Esordio in squadra per Mattia, convocato e poi messo in campo. Praticamente non ha toccato palla. O meglio, lui l'ha anche toccata ma gliel'hanno poi fregata mentre lui se la passava da un piede all'altro credendo di fare i giochetti che vede in tv. Comunque per la prima volta il Sovere pulcini quest'anno ha almeno pareggiato. Poteva vincere la l'allenatore, dimostrando nei fatti quello che spesso si dice a parole, negli ultimi minuti, vincendo 2 a 1 ha inserito due giocatori, Manuel e appunto Mattia e così la squadra avversaria ha pareggiato. Io non li avrei messi (messi è verbo, non cognome) e questo dimostra che predico bene e razzolo male. Mattia comunque in divisa gasatissimo e oggi dice di aver capito come si fa a fare goal. Poi ieri, dopo la partita, due feste di compleanno, si è fatto in due e la sera al secondo era invitato anche a cena dove ha visto una bambina che evidentemente gli piace. Forse perché, come succedeva a suo padre, semplicemente ha la pazienza di ascoltarlo.
sabato 12 ottobre 2013
corsi e ricorsi
Un sacco di tempo che non scrivo. Sapete una cosa, mi sono lasciato contagiare dalla fretta, per accedere al... mio blog, ho una serie di passaggi che mi annoiano. Mattia nel frattempo ha già fatto un mese di scuola, ha preso i primi 10 delle verifiche, devo dire che è maturato molto, comincia a scegliere tra quello che lui ritiene importante e quello che ritiene secondario (il colorare), valuta le maestre e però a scuola ci va volentieri. Poi è iniziato catechismo, il giovedì pomeriggio, con il nuovo parroco che è un ciclone e Mattia inaspettatamente si è... convertito, gli piace moltissimo. Poi lunedì facciamo la visita medica dalla pediatra (che non vede Mattia da un anno e passa) perché martedì inizia a giocare a calcio. Ogni pomeriggio facciamo i compiti e poi ci alleniamo (a cosa mi alleni io non saprei).
domenica 22 settembre 2013
sorpasso
Giorni di scuola, Mattia ritrova gli amici veri o presunti, di nuovo fa i conti col prossimo suo della sua età, maschi (più facile) e femmine con cui deve fare i conti, perché le bambine sono più... avanti. Cura il look e sono scontri quotidiani con la nonna che lo vorrebbe vestito come un damerino stilo anni cinquanta e lui che decide per conto suo ed esce di casa vestito come un... "drogato" (nonna dixit). Anche le bambine devono avere gli stessi problemi perché una ha risposto alla mamma che la rimproverava per aver messo (lei era già via, evidentemente) qualcosa che non andava, chi ti ha messo quella roba? Lei secca: Io. E' un mondo che cambia se a sette anni i bambini lo interpretano a modo loro e ci sorpassano senza nemmeno mettere la freccia.
domenica 15 settembre 2013
primi giorni di scuola
Primi giorni di scuola per Mattia, lo zaino nuovo, il diario uguale per tutti, piccolo segno di uguaglianza sociale e didattica, i quaderni nuovi, gli errori vecchi. Mattia è tornato a scuola con meno entusiasmo, ma i primi giorni poi ridanno entusiasmo e si è messo d'impegno, è un po' indeciso sui "migliori amici" li sta provando (e loro provano lui) nell'intervallo. Le maestre sono partite a spron battuto e va benissimo. L'estate è finita e si annuncia un anno impegnativo, si iscrive a calcio, farà catechismo, i pomeriggi saranno occupati, fin troppo mi pare (preventivamente). Deve imparare ad allacciare le stringhe, metafora di legami tutti da inventare.
domenica 1 settembre 2013
diga e contrappasso
Ieri sulla salita del "pagarulì" verso la diga del Gleno ho misurato gli anni che passano. Mattia davanti che si arrampicava come un grillo (i grilli si arrampicano?) e io ad andare su, "lént e seguént" ma non per scelta tattica, proprio per la fatica. E poi la grande diga spaccata e la gente sparsa sui pendii a guardare le rovine. E' successo 90 anni fa, il 1 dicembre del 1923. C'è qualche cartello che fa vedere le immagini del "disastro" ma ci si gode quello che resta, il laghetto e i ruderi nella conca percorsa da nebbie già autunnali con qualche spera di sole. Mattia si è divertito ma poi ha detto che in fondo dopo aver visto tutto non c'era nient'altro da fare, che è un po' la mia filosofia (inespressa), i paesaggi sono da guardare un momento, poi sono gli uomini che li tolgono dalla "cartolina illustrata", altrimenti restano immagini e basta. Domani per la legge del contrappasso andiamo a Minitalia...
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