domenica 11 agosto 2013
l'infanzia
Ieri grande giornata a Vilminore, cielo terso come poche volte dopo il temporale della notte. Mattia non tanto convinto e poi soddisfatto, contento per aver bevuto acqua natìa (mia) e aver giocato nei cortili come un tempo, io che gioco a carte, incontro visi che non riconosco e c'è sempre qualcuno che mi dice, "ma è il tale..." ah, abbracci, Mattia che non vuole incontrare altra gente e poi si "fa dentro" al volo, perché sono gli amici di papà, difficile far capire le parentele anche perché non le so nemmeno io (per lui tra cugini in seconda e terza nell'evidenza che Mattia va in seconda). Poi non voleva più venir via anche perché tutti a guardarlo e fargli complimenti che lui non capisce, certo che è cresciuto, ma lui non se n'è accorto, si cresce giorno dopo giorno, i salti temporali si pagano con le gaffe di non riconoscere nemmeno i vicini di casa e la cosa più imbarazzante è non riconoscere le donne che subito sottolineano il fatto che sono "invecchiate" volendosi sentire dire il contrario ecc. Al cimitero passano in rassegna i ricordi, Mattia memorizza "gli amici" del papà. Poi il ritorno nella notte, dai via menare e scaricare anche l'infanzia... direbbe Jannacci.
sabato 3 agosto 2013
spazzatura
Da questo pomeriggio siamo qui, Mattia ed io, in una redazione deserta. Lui viene qui, fa pagine di compiti (oggi le due pagine non le ha ancora fatte) legge una pagina del libro di Suor Veronica e poi gioca col computer e naturalmente è più bravo di me nei vari giochi. Ogni tanto giochiamo ai rigori, lui vuole che partecipi ai suoi giochi e mi chiama, come chiama Angelo quando c'è. Ma oggi che siamo qui appena noi due è compreso della sua parte, mette nella cesta della carta straccia quello che non serve (a lui) e tira fuori le cose inutili (per noi). "Meno male che ci sono io a prendere roba dalla spazzatura altrimenti queste cose non le avreste più trovate", mi ha detto appena adesso recuperando due biglietti da visita che mi ha fatto il Paolo e che non ho mai usato in vita mia. Con i compiti ci mancano esattamente 28 pagine delle 128 iniziali. Non gliele faccio fare tante, perché vorrei tenerlo allenato anche solo nella scrittura e nei calcoli.
domenica 28 luglio 2013
competizione genitoriale
Mattia sempre più stanziale con il caldo, salvo venire in redazione appena possibile perché qui trova un mondo diverso. Con Angelo sta facendo un gioco complicatissimo che consiste nel mettere su una squadra di calcio, con stadio, parcheggi, personale, sponsor, allenamenti. Lui ha ingaggiato un allenatore, un preparatore atletico e un massaggiatore, troppi stipendi e troppo alti, poi ha completato uno stadio con tribune per un migliaio di spettatori,. insomma mi sta diventando un affarista. Poi bisognava spendere soldi veri e lì ci siamo impantanati, Mattia è molto sensibile alle spese inutili, senza darlo a vedere rinuncia a comprare cose che gli piacerebbero perché capisce che si spendono soldi veri. In compenso vuole vincere sempre in tutti i giochi. Lo lascio vincere, da un po', sia pure per un gol, sempre insomma per un pelo, in modo che da una parte si gusti meglio la vittoria e dall'altra capisca che la si ottiene con fatica. Schegge di pedagogia datata, sono scomparsi i pedagogisti, gli ultimi risalgono almeno a mezzo secolo fa se non di più, si va a tentoni. Ieri sera la mamma di una sua compagna gli ha detto che la figlia evava finito tutti i compiti da un pezzo (libro di 128 pagine). A lui ne mancano ancora una cinquantina (45, le tengo calcolate io). Ma gliele faccio fare una o due al giorno perché non ci sia uno stacco troppo lungo e quando torna a scuola non si ricordi magari più nulla. Sistemi pedagogici? Boh, magari è competizione genitoriale mascherata.
domenica 14 luglio 2013
latino
Mi vergogno un po' di scrivere così poco di Mattia e del suo crescere in corpo e anima. Fa delle domande ancora più impegnative e mi ritrovo in difficoltà a rispondere. Ieri abbiamo parlato a lungo della stupidità umana (che poi l'argomento di Benedetta gente" di Araberara in edicola. Lui ascolta. Magari poi arriva dopo qualche giorno a commentare o a farti la domanda che ti spiazza, perché noi siamo una contraddizione continua. E' stanziale, come ho detto più volte. Ieri abbiamo ripreso a fare i compiti, è a metà del libro (128 pagine) delle vacanze. Almeno ha conservato la memoria delle nozioni scolastiche. Ed è cresciuto in altezza, nella giusta misura e parametro. E' sempre stato, fin nella pancia di sua madre, nei parametri perfetti, ne quid nimis, un giorno spero impari un po' di latino. Non gli servirà a niente se non a ricordare che ha avuto un padre che quella lingua morta l'amava.
domenica 30 giugno 2013
stanziali
Mattia è come me, uno stanziale, non ama viaggiare, tirarsi fuori, il mondo lo si può immaginare (e migliore) senza nemmeno andare a vedere cartoline illustrate. E' anche vero che senza i viaggiatori non avremmo nemmeno scoperto il continente di mezzo (agli oceani) ma ci saremmo risparmiati molte guerre. Mattia come me ama i film che ti raccontano storie e con quelle si viaggia anche meglio. Non c'è morale, solo quella che se si migliorasse tutti il piccolo mondo che ci ospita, per la proprietà transitiva (forse non è quella ma fa niente) il mondo sarebbe migliore.
sabato 29 giugno 2013
scarpe con i tacchetti
Oggi è il mio onomastico. Che c'entra? Niente. Mattia in questi giorni sta prendendo nuove abitudini che poi sarà difficile cambiargli, ne siamo consapevoli. Si alza tardi perché va a letto tardi. Ogni giorno fa le sue tre pagine di compiti, legge una pagina delle storie e poi o gioca con l'Intendo o guarda la Tv o fa le sue corse: ma ieri è stata giornata importante. Gli abbiamo comprato le scarpe da calcio, quelle con i tacchetti, che lui si è provato, sono bellissime e adesso aspettiamo di iscriverlo al Sovere (che, detto per i nesci, gioca per il terzo anno consecutivo in Eccellenza) e lui dice che quando sarà pronto lo porterà in serie A dove è approdata la sua nuova squadra del cuore, si fa per dire, il Sassuolo che da due anni segue facendo il tifo non si sa per quale motivo.
domenica 23 giugno 2013
Un mese senza blog. Una settimana di vacanza, Mattia si è divertito tantissimo e si è goduto finalmente padre e madre e anche il volo in aereo. Cosa ti è piaciuto di più? "Quando in aereo è uscito da sotto il sedile il salvagente e quando ho fatto pipì su un vaso di fiori". In effetti nel primo atterraggio (all'andata) l'aereo è sembrato sul punto di precipitare e quando con un tonfo piuttosto violento si è toccato terra qualcuno ha applaudito con un sospiro di sollievo. Non è che abbia avuto paura vera, ma l'aereo mi è sembrato davvero "tremare" eccessivamente. Mattia al ritorno si augurava di provare la stessa emozione. Ma è andato a sguazzare nell'acqua fino al collo, per la prima volta, ha anche avuto il suo primo tentativo di stare a galla, io lo sorreggevo e lui batteva le gambe in acqua scoprendo il primo principio del nuoto, vale a dire che, se uno sta calmo, è più difficile andar giù che tare su. Poi siamo tornati, adesso ogni giorno fa almeno tre pagine del libro dei compiti (128 pagine). E' stato promosso con tutto 9 e 10 e un giudizio più che lusinghiero. Noi ripreso il lavoro, il giornale va benissimo di vendite ma c'è sempre qualche grana che innervosisce.
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