mercoledì 16 marzo 2011

casalingo

"Io vi voglio bene, perché voi mi fate male?". Mattia a commento delle vaccinazioni. E allora ecco la mia paziente spiegazioni sui mali che prevengono mali maggiori e spianano la strada se non proprio al bene, almeno al benessere. Banalità. la nonna non sta bene e lui questa mattina ha il dominio della casa, va dalla nonna che è a letto e vuol farla mangiare a forza (alimentazioni forzata) e poi dice che le mette a posto i vestiti, per cui secondo colloquio telefonico le avrebbe arrotolato tutti i vestiti appena stirati e si starebbe apprestando a fare lui la pastasciutta. Un uomo in casa fa sempre comodo e Mattia vuol far vedere che non può proprio andare all'asilo in questi giorni, ha "troppo da fare".

martedì 15 marzo 2011

seconda ondata

Oggi sono arrivati i primi sintomi del dopo vaccinazione con febbre e malessere. Il bello è che la pediatra, consultata, ci ha annunciato la seconda ondata, quella che arriva dopo cinque giorni, con febbre altissima, sempre in conseguenza delle due vaccinazioni. E si è meravigliata che nessuno ci abbia avvertito e soprattutto dell'opportunità di dividere le due vaccinazioni, intervallandole. A noi è arrivata anche in termini perentori ("obbligatoria") con descrizioni un po' terrorizzanti delle varie malattie contro cui il vaccino si mette in azione, 10, come Ben 10, e l'appuntamento per l'ora fissata presso l'ambulatorio della Asl. Poi le due punture, una per braccio e venti minuti di attesa. Ora, a parte l'attesa snervante della seconda ondata, venendo su in redazione mi chiedevo se resterà qualcosa di questo mondo. Sì, una di quelle domande di quando si è giù di morale, vedendo come siamo stupidi, avidi, disumani, cinici, falsari nel descrivere le mirabolanti sicurezze di un mondo con l'energia a costo praticamente zero, salvo qualche piccolo pericolo che adesso in Giappone stiamo vedendo di quale entità sia, e sempre qualcuno a dirci che quelle erano centrali atomiche di vecchia generazione. Perché non le hanno disattivate, allora. E per quelle di seconda generazione quanti mesi dovremo aspettare prima di venire a sapere che anche per quelle c'era pericolo e così via. Non sono un fanatico dell'ambiente (mio padre era giù di morale quando doveva uccidere un coniglio, per non parlare di quando doveva uccidere un maiale, ma lo faceva) ma perdinci, questi idioti arricchiti ci stanno ammazzando. E noi qui con uno che... piantala, dai.

lunedì 14 marzo 2011

punture

Mattia ha fatto la vaccinazione di "richiamo". Solo che riguardava ben 10 richiami, fatta in una sola volta perché, mi hanno spiegato, la Regione vuole risparmiare. Due punture, una per braccio, una inframuscolare (è quella che fa male) l'altra non ho visto perché ero dalla parte opposta a calmare Mattia che non voleva sdraiarsi e piangeva. E' un po' fifone. Un fico secco, perché mi ricordo che quando dovevano farmi una puntura dovevano rincorrermi per tutta la casa ed è stata appunto una puntura che ha fatto un'infezione che mi ha portato all'ospedale per un mese a Lovere, a soli tre anni. Quindi se scappavo una ragione l'avevo... Forse le siringhe di allora erano più grosse, l'ago voglio dire (ma non c'era quello del "già fatto?" dov'è finita?). Gli ho fatto vedere l'arola sul braccio, anzi due "arole", gli ho detto che a noi le vaccinazioni le facevano grattando via la pelle con un pennino (disinfettato) e per giorni sentivi un dolore boia sotto l'ascella. Pare si sia consolato con il ricordo del mio dolore, per il suo, che penso relativo, anche se stasera dice che gli fa male il braccio. Ma quei dieci richiami mi sembrano Ben 10, anzi devo dirglielo che magari si quieta via, perché lui ha capito in ritardo che lo stavamo portando al macello delle punture, gli avevo fatto credere che dovevo sbrigare delle carte all'Asl (che poi era anche vero) e quando ha realizzato che c'era in ballo una puntura ci è rimasto malissimo, forse gli ha fatto più male l'umiliazione di essere stato ingannato della puntura stessa.

domenica 13 marzo 2011

vincere

Mattia ha imparato, non so dove, ad essere politicamente corretto. "Non è importante vincere, non è importante avere i soldi". Ci siamo guardati. Quella dei soldi magari deriva da me, che gli ho inculcato, almeno credo, l'idea che i soldi sono dei mezzi, come l'auto, ma bisogna sapere dove si vuole andare. E passi. Ma quella del vincere non è nella mia filosofia, io ho sempre voluto vincere, semmai il "politicamente corretto" è accettare di perdere quando però si è fatto di tutto per vincere. Chi te l'ha detto? Non ha voluto rivelare la fonte, in questo promette di essere un ottimo giornalista. La sua mamma poi è una tifosa, non gliene frega nulla di giocare bene e perdere, figurarsi. Non sappiamo neppure bene se la serie di Ben 10 sia educativa o no, ci sono puntate un po' forti. Poi penso alla devastante valenza educativa (per il potere costituito ma anche in famiglia, sull'andare o meno a scuola, sul limite dei sogni) che deve aver prodotto Pippi Calzelunghe. Ripeto: Rin tin tin era tutt'altra cosa. Consolante che comunque Zorro sia sempre nei pensieri e gusti di Mattia, vede e rivede le puntate. Insomma piccoli difensori del bene (relativo) crescono a fronte dei difensori dei beni.

sabato 12 marzo 2011

la pista

Non che non sia successo niente, anzi. Mattia è tornato all'asilo mercoledì mattina e ci è rimasto tre giorni, che di questi tempi è già un avvenimento (oh, è tornato a casa, all'asilo non fanno, non ancora, i turni di notte). E' tornato orgoglioso dei suoi "lavoretti" che sono un po' datati, ieri ha portato quelli del natale e anche del carnevale. In fondo all'asilo lui si diverte, "Io e Manuel abbiamo bacato su le gemelline". Sconcerto. Perché? "Perché si strangolano, ci saltano addosso e si strangolano". Boh. E la maestra? "Ha brontolato con noi due". E voi? "Le abbiamo bacate su lo stesso". Adesso sta preparando la festa del papà, non so bene cosa stanno preparando all'asilo, venerdì prossimo, di sera, dovrei andare alla festa organizzata dalle instancabili maestre e mamme dell'asilo. Sono stato un po' preso in questi giorni da un'otite tremenda che ho preso io, non Mattia e non mi era mai capitato. Ah, seguo di straforo gli sviluppi sul caso Yara perché se salta fuori che è stato... allora la nonna di Mattia va in prima pagina, perché aveva indicato mesi fa quella pista dando una sola occhiata alle facce in Tv.

giovedì 3 marzo 2011

da chi ha preso?

Un mantello di Zorro bellissimo, di panno, bordato di rosso, con l'apertura per le mani. Mattia ha il costumo di carnevale. Ma non vuole andare all'asilo, per la festa di domani. "Vado solo alle sfilate vere". Che sarebbero quelle di Clusone di sabato pomeriggio, penso, e quella di Sovere domenica pomeriggio. Il mantello gliel'ha fatto la nonna, che faceva la sarta. Sulla nonna c'è un fatto che si ripete quasi ogni sera: lui va a letto dopo aver visto Ben 10. Ormai smanetta sul telecomando meglio di noi. La mamma è già a letto. Lui ieri sera è arrivato di là e ha detto alla mamma: "Porta pazienza ancora un momento, devo portare a letto la nonna". E' andato di là, l'ha svegliata sul divano, le ha detto che aveva spento tutto "la televisione e anche i... cafoliferi" e l'ha presa per mano per portarla a letto. Naturalmente la nonna stravede per lui e dice a sua figlia che Mattia non ha preso da lei (la figlia). Resta il fatto sottinteso che avrebbe preso quindi da me. Mai avuto dei riguardi e gentilezze del genere verso nessuno. Il problema è: da chi ha preso Mattia?

mercoledì 2 marzo 2011

volare

Ahi, la Tv fa crescere, imparare, migliorare, ma insinua sogni che non sono sogni, li spaccia per verità. Mattia ha visto per l'ennesima volta e un po' annoiato, Pippi calzelunghe ed era la puntata in cui la ragazzina vola. "Un giorno provo anch'io, basta crederci e si vola". Porca miseria, ho sospettato altre volte che quei telefilm siano diseducativi ma pensavo alla trasgressione e al fatto che intere generazioni vi siano sopravvissuti, distinguendo il vero dal falso, come quando Pippi solleva pesi enormi e lo stesso "zietto" che sarebbe il cavallo. Ma adesso c'è il problema Ben 10. Mattia è un "benteniano" da distinguersi dai "gormitiani". Ma adesso vuole l'orologio che non mi ricordo mai come si chiama per trasformarsi nei vari mostri che poi combattono i cattivi. Ieri eravamo nel prato sotto la chiesa, c'era un dirupo, attento, gli dico, che se andiamo giù di qui rotoliamo fino in fondo e moriamo. Lui dice: "ma io mi trasformo in rotolone (è uno dei mostri) e così non moriamo". Col cavolo, dico io, quello succede appena nei telefilm. Lui mi ha messo il muso, quasi si mette a piangere, poi, molto dopo, teneva il muso e non mi ricordavo nemmeno la storia di rotolone. Gli ho chiesto cosa era successo? Lui ha risposto secco: "Ben 10 esiste". Porca miseria bis, certo che esiste, ma nel telefilm. "No, esiste". E qui si apre il problema di chi lotta per il bene, tipo Zorro che non esiste nemmeno lui ma si lancia anche lui. Infatti Mattia si aggrappava alla ringhiera del giardino e si sedeva (con circospezione, devo dire) sulla sella della sua bicicletta e dice: "Faccio come Zorro col suo cavallo". Ah. Forse abbiamo tutti sognato di volare, poi ci siamo rassegnati a farlo con l'aereo. Ma siccome lui è un testone, non vorrei che il "basta volerlo" lo prendesse alla lettera.