venerdì 15 ottobre 2010

virus

E venne il giorno del virus. E' andata troppo bene. Stamattina vomito e dolori di pancia e Mattia che piange perché... vuole andare all'asilo dai suoi amici Elia e Mattia. Tutto il giorno a vomitare. Ti chiamo vomitino? gli ho detto. "No, dai, non mi piace" ha avuto la forza residua di raccomandarmi. Supposta e praticamente in fase comatoso, non reagisce, adesso dorme, ha voluto essere tenuto in braccio e che gli cantassi la ninna nanna che mi cantava mio padre, che gli cantavo quando era in pancia: "Ol me pipì fa 'n po' la bela nana, me picinì contenta la to mama, contenta la to mama e la to nona, me picinì le car a la Madona". La cantava un gruppo di studio musica popolare di Zogno che era una meraviglia e l'ho messa nel mio filmato sui vecchi, "autunno in valle". Si è quietato, ma si vede che le medicine ti riducono a una larva. Meno male che sono sempre stato allergico a prendere medicine. Ha voluto che gli leggessi delle fiabe poi si è stancato. Mi dicono che è un virus diffuso. Va beh, dorme. Chissà. Domani dovremmo andare alla castagnata all'asilo, vuole andarci. Se avrà forze.

martedì 12 ottobre 2010

usmarsi


Oggi ginnastica, Mattia con la tuta bella che gli ha comprato Pepe (nel senso di Paolo) e però la mattina si fatica a tirarlo fuori di casa e quando è in auto bisogna inventarsi le storie più inverosimili per farlo entrare in quella porta maledetta, che adesso lui vorrebbe anche "farsi dentro" ma i rapporti non sono più quelli semplici e diretti di una volta, ognuno sembra davvero solo sul cuore della terra e "usmarsi" (significa fiutarsi, sentire l'odore dell'altro) diventa difficile, i cani sanno riconoscere ancora gli odori dei loro simili (veramente mi sa che faticano anche loro, visto come si allevano oggi e a fare che cosa) i cuccioli d'uomo sentono odori sconosciuti, da terrazzo a terrazzo non arriva niente, quando si incontrano sono respingimenti. Intanto ha battuto ogni record e ha fatto perfino ginnastica. Ogni giorno sembra mangiare meno, dice che gli danno porzioni "che vanno bene per la micia" e lui ha fame. Che va anche bene, provare la fame a salve fa bene (lo dico con quelle frasi fatte che non servono a nulla e non valgono nulla).

lunedì 11 ottobre 2010

ancora brontolate

Con Mattia ieri abbiamo fatto una mega mangiata alla tana di Mario, che è un ristorante dove ti portano porzioni enormi e c'erano per lui ben otto crespelle che naturalmente non è riuscito a mangiare nemmeno per la metà, tanto erano grandi. Poi oggi è tornato all'asilo. Non volentieri, ovviamente, ma facendo buon viso, si fa per dire, a cattiva sorte. E all'asilo, dove è rimasto fino a questo pomeriggio alle quattro, ha di nuovo "brontolato" questa volta con le gemelline e poi con il solito Matteo che è uno come lui, solitario e pensieroso. Non ho capito la ragione del contendere, tranne che per due scatoloni dove si dovevano mettere da una parte le cose di carta e dall'altra non so cosa. Raccolta differenziata ma si vede che le gemelline avevano sbagliato... cassonetto e lui,. maestrino senza penna rossa, è intervenuto. Matteo deve aver difeso le gemelline e allora "mi sono arrabbiato anche con lui". Ma ti parlano ancora? "Certo, il papà delle gemelline mi parla". La mamma di Matteo non si sa, lui vuole che gli parlino i grandi.

giovedì 7 ottobre 2010

miracoli

Al mattino non vuol più andare all'asilo, "ho finito i miei venti giorni" seconda l'incauta promessa di suo padre che comunque ha la riserva, quella dei giorni che ha fatto tribulare nell'andare all'asilo, come nei patti, il che prolungherebbe di qualche giorno. Ah, il patto poi parlava di giorni effettivi ed... effettivamente sarebbe scaduti anche se qualche giorno abbiamo davvero faticato (ha faticato Tea) a tirarlo fuori di casa che poi tocca a me proseguire la pantomina del grembiulino. ma il fatto è che poi torna a casa gasato, racconta che ha "lavorato", che ha "punteggiato e colorato", che poi è andato in bagno a lavarsi e poi a "cena, no a pranzo" (comincia a correggersi). Ma da qualche giorno dava segni di manie di grandezza, e questa sera sono state evidenziate dal fatto che ha messo sua madre a scrivere sotto sua dettatura, assumendo atteggiamenti da maestro, perlopiù scontento dei risultati dell'alunna, messa in riga anche al momento della cena, assumendo atteggiamenti autoritari, se non proprio autorevoli (con me, ovvio, non si permette. Comunque oggi ha fatto un disegno al computer, tutto per conto suo, che era un capolavoro, andato purtroppo perso per una stampante con carenza di colore e una improvvida cancellazione successiva, sempre da parte sua). Oggi ha voluto sapere la storia della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che gli sembrava bella. Dico, te la leggo sul librone. In Luca sono addirittura due le moltiplicazioni ma sono tradotte malissimo (edizione Paoline) e con termini datatissimi (la mia edizione è data anni sessanta ma "turba" invece di "folla" è ottocentesco. Non è rimasto molto soddisfatto e allora l'ho un po' colorita per conto mio e ho avuto anch'io una botta di mania di grandezza pensando che dovrei riscrivere i vangeli e non solo per i bambini, rendendo i miracoli per quel che devono essere "mirabili".

martedì 5 ottobre 2010

pidocchi

Certi giorni ho il sospetto che stiamo allevando un piccolo mostro. Mattia ha brontolato anche oggi all'asilo. A parte la patetica messa in scena che devo fare da due giorni, quella di mettermi il grembiulino (mi infilo solo una manica) ed entrare all'asilo facendo finta che mi riconoscono e mi respingono, oggi sono arrivato un po' di fretta e dalla finestra, in un pertugio della tenda ho guardato nel refettorio. Mattia era seduto al tavolo con a sinistra Erik, il bambino che piange sempre e Mattia dice che gli fa male alle orecchie, alla destra due bambine, che lui mi ha detto poi essere Lia e Kristel. Vedo che fa la faccia dura e fa segno qualcosa con la mano e parla. Naturalmente era come un pesce in un acquario, non sentivo cosa diceva. All'uscita gli ho chiesto cosa diceva. "Ho brontolato con Lia e Kristel perché Kristel faceva rumori sotto il tavolo e ho detto che non si fa". A sua madre ha poi aggiunto "devo brontolare con tutti io, ci dovrebbero pensare un po' anche le maestre". Capito? Praticamente si sente investito della parte di educatore dei pargoli. Adesso vuol invitare le due "brontolate" a casa sua sabato pomeriggio e io devo incontrare (e prima ancora individuare) le mamme e invitarle. Abbiamo chiuso il giornale stasera ma domani mattina c'è la prima pagina e le correzioni e ho poco tempo. Ma cercherò di individuare le mamme e invitare le figlie. Boh, magari mi dicono di no. Ah, all'asilo è scoppiato il caso pidocchi, due bambini (naturalmente amicissimi di Mattia, uno da lui definito "simpaticone" sono a casa. La nonna ha tranciato a Mattia i capelli, a scanso di equivoci. E mi ricorda quando mio zio don Pierì, saputo che a scuola c'erano i pidocchi, mi ha fatto rapare a zero che mi vergognavo a presentarmi a scuola. E non avevo nemmeno un pidocchio.

lunedì 4 ottobre 2010

tristezza

Si dimettono a raffica i sindaci e ci tocca fare e disfare il giornale che sarà in edicola venerdì prossimo. Così Mattia viene trascurato. Non sabato e domenica, l'abbiamo goduto e ci ha goduto, sabato siamo andati a vedere un asinello appena nato, di nome Pinocchio. Domenica pomeriggio in oratorio a provare tutti i nuovi giochi. Ma questa mattina non aveva proprio voglia di tornare all'asilo. Allora ho fatto finta di infilarmi il grembiulino e andare io al suo posto, ma mi riconosceranno? Sono entrato (cosa non si fa per un figlio) e poi sono uscito con il grembiulino sulle spalle e Mattia rideva come un matto, mi hanno riconosciuto, non so come hanno fatto ma mi hanno detto che non sono Mattia. E allora ha deciso che entrava lui a farsi vedere e così è passata anche questa giornata. All'asilo continua a mangiare poco o niente e non perché non abbia fame ma perché proprio le razioni sono scarse ("Ho mangiato la minestra, ma due cucchiai solo perché me ne hanno data poca"). Poi ha ripreso a giocare a tris, avete presente, quel gioco incrociato dei pallini e del x. Beh, mi ha battuto 4 volte, le prime due per gentile concessione, ma poi ha capito il trucco. Pepe (sempre lo zio Paolo) ha detto che è un gioco in cui si vince solo se sbaglia l'avversario, quindi è un gioco stupido. Mattia lo ha freddato al primo colpo e Pepe ci sta ancora pensando a come abbia fatto. Adesso riprendo a scrivere articoli per il giornale. Fine della pausa.

sabato 2 ottobre 2010

festa dei nonni

Ieri all'asilo festa dei nonni. Ma non ero invitato essendo padre. E così è andata la nonna. La maggior parte dei bambini aveva 4 nonni infilati, Mattia aveva appena l'unica nonna, un po' malandata anche quella, ma sono tornati tutte e due felici, Mattia ha cantato e recitato in mezzo al coro e poi si sono buttati sulle torte. Mattia era eccitato e agitato anche dopo la festa. E poi parla continuamente di una tale Kristel che ha il codino "ma è bella e un po' scura di faccia" e allpora se prima parlava di Chiaro si può senz'altro e ignobilmente fare la battuta su "io Chiara e lo scuro", anzi la scura. Anna stamattina mi ha rassicurato, anche il suo nipotino si è invaghito di una bambina, "che ha gli occhi azzurri come il cielo", questi bambini parlano tutti come un libro stampato, almeno mi rassicura, non è che Mattia abbia il "mal di braga" a quattro anni, è normale. Perché è la normalità che rincorriamo, appena c'è un parametro fuori "norma" si ricorre agli psicologi che naturalmente ho conosciuto e adesso sono obbligatori nelle scuole statali col bel risultato che le maestre, appena un bambino è appunto "fuori norma" lo scaricano nelle mani adunche di questi specialisti del nulla che poi redigono carte impietose che il bambino si porta dietro tutta la vita, arriva alle elementari e appena fa uno scherzo, la maestra va a vedere la scheda, ah, aveva problemi anche all'silo e via via fino alle superiori che poi magari arrivano anche fino a chi ti sta per assumere e all'Asl che quando avrai un semplice mal di testa diagnosticherà che in fondo lo si sapeva fin dall'asilo. Mattia ha la tosse secca, qualcosa, oltre al grembiulino, dovrà pur portarsi dall'asilo, no?