martedì 14 settembre 2010
miracolo continuo
Il miracolo continua. Mattia si lascia tranquillamente accompagnare all'asilo, sua madre non deve nemmeno più nascondere il grembiulino ("cosa lo nascondi a fare se poi devo metterlo?"). Ma non è finita. Oggi all'uscita è andata a prenderlo la nonna e lui ha pianto disperato perché sospettava che mi fossi dimenticato di lui. Tea è corsa giù a consolarlo. Le ha detto che non solo va all'asilo ma che vuole partecipare anche al laboratorio di teatro. Questa mattina la direttrice Michela ci ha detto che Mattia è bravissimo e che vorrebbe appunto farlo partecipare in ottobre a un laboratorio pomeridiano dedicato alle fiabe. Ma non pensavo che lui accettasse. Poi deve avere un mezzo flirt con una Sofia ("Le ho detto che non sta bene con i codini, ma con i capelli giù"). E allora ci siamo, capace che davvero questo sia l'anno buono per la socializzazione e la pace nel mondo.
venerdì 10 settembre 2010
miracolo
Miracolo. Questa mattina Mattia tranquillo, quasi beato, è andato all'asilo senza una lacrima, anzi, senza abbracci d'addio, si è seduto al tavolo della maestra Roberta e si è messo a disegnare. Tutto sta nel fatto che gli ho detto e ridetto che lui occorre, aiuta la Michela, la direttrice, e deve tener d'occhio i più piccoli. Infatti quando è uscito ha detto a suo padre che conosce e chiama "gatto" perché gli fa il verso di un gatto arruffato (spero sappiate com'è, se no immaginatelo) che lo Stefano (il figlio di Matteo che è più piccolo) ha mangiato solo la bresaola e non la pasta. Ha il compito di sparecchiare i tavoli alla fine del pranzo. Non durerà ma almeno un altro giorno è passato ed è la prima volta in due anni (si fa per dire, in tutto avrà fatto un mese di asilo) che non piange e anzi è entrato tranquillo. Poi nel pomeriggio qui in redazione a sfornare pasticcini (finti) e guardare le mie fotografie da piccolo. Fin che dura.
giovedì 9 settembre 2010
tristezza
Il secondo giorno di asilo al mattino è partito malissimo, pianti e stridor di denti. Poi all'una andiamo a prenderlo e scopriamo dalla finestra cui si attaccano tutti i genitori per guardare in sala mensa, che non si può e la direttrice ha spalancato la finestra e ha rimproverato i fratelli dei bambini che dai vetri cercavano di richiamare l'attenzione, che Mattia stava ritirando i bicchieri dai tavoli, tutto preso dalla sua parte di cameriere che adesso prosegue anche a casa dalla nonna e guai se c'è un cucchiaino nel reparto delle forchette, "vorrei sapere chi l'ha messo! dice compunto, asciuga le posate e insomma è ordinato e servizievole. Due giorni di asilo, qualche speranza e zacchete che si alza il terzo giorno con un raffreddore che cola da tutte le parti e un po' di febbre. Oggi pomeriggio l'ho portato dal meccanico, dal benzinaio e poi al santuario a vedere la statua della Madonna che sembra una giapponese e che Don Fiorenzo vuol rimuovere e ridipingere lui stesso (ci sa fare) e mettere sulla cancellata della grotta un cartello "torno subito" oppure "torno ad aprile", cose del genere che non so se le pie donne la prenderanno bene. Si tratta della statua nel prato dietro il santuario, mica dell'effigie miracolosa, s'intende. Mattia ha chiesto perché Don Fiorenzo la portava via, anzi no, prima ha chiesto "come" la portava via. E come il camioncino sarebbe arrivato fin lì. Poi il "perché". Ma perché non vedi che brutta che è? gli ho risposto. E lui "più che brutta, mi sembra triste". E' vero, ha una faccia triste.
lunedì 6 settembre 2010
asilo uno
Tragedia mattutina per il primo giorno di asilo. Pianto dirotto, disperazione, mali sparsi per il corpo, tentativo di fuga, abbracci stretti. L'abbiamo lasciato lì e ho un blocco allo stomaco. Gliel'ho contata su sul fatto che è il più grande dei... mezzani, ho tentato diversivi sui simboli dei bambini (lui ignobilmente ha una gallina ma sorvoliamo sugli... ippopotami) e poi lo strappo finale. Adesso andiamo a prenderlo, verso l'una, dopo mangiato. Ma domani sarà la stessa tragedia. Lui regge, ma noi?
sabato 4 settembre 2010
lotteria
Ieri sera siamo andati al circo (a Monasterolo). Un circo Orfei (non quello maggiore) carino e molto dignitoso rispetto agli due che abbiamo visto negli anni passati. Ho detto a Mattia che era la terza volta che andavo al circo "nella mia vita" e lui, "anch'io è la terza volta che vado al circo nella mia vita". C'è un po' di differenza, infatti non ero mai andato prima di portare te. Mattia è rimasto sveglio fino alle undici di sera passate, non ha riso molto ma si è divertito. Noi abbiamo contato le persone che c'erano. C'era un padre che bestemmiava (letteralmente) perché aveva dovuto portare il figlio al circo e voleva vedere la partita dell'Italia. Il suo "bambino" era deforme addirittura per la grassezza, una cosa mai vista e poi ha mangiato patatine e ogni sorta di cose al bar del circo. Vendono i biglietti di una lotteria interna (devono far quadrare il bilancio) e Mattia dice di comprare un biglietto che vince. Estraggono l'unico vincitore(vinceva un regalo a scelta tra quelli messi in mostra) e zacchete esce il numero di Mattia. Io e lui siamo scesi nell'arena come i due cammelli di poco prima e siamo andati a scegliere una scatola con dentro qualcosa che somigliava a un cantiere di lavoro. Naturalmente Mattia soddisfatto. Stamattina ha provato il grembiulino dell'asilo, poi ci ha pensato e ha pianto anche perché lo "zio Gianni", il frate amico di Tea, gli ha detto che lui all'asilo ci è andato un solo giorno. Il che fa il pari con Sara che non ci è mai andata e così Mattia si sta chiedendo perché il papà lo voglia portare all'asilo "ben" 20 giorni, sia pure effettivi, sia chiaro. "Ma tanto ci vado poco", ha confidato o si è confidato. Dopodomani sarà una tragedia annunciata.
giovedì 2 settembre 2010
evento
Mi ero dimenticato. Ieri pomeriggio Placidia (la romita del santuario) ci ha lasciato suonare le campane con Marco, l'autore della grande croce di pietra che sulla strada del santuario ricorda con una stele molto bella tutti i morti soveresi sulle strade o comunque premature. Abbiamo tirato le corde delle cinque campane, due a testa io e Marco e quella più piccola Mattia. Si è sentito una scampanare un po' scomposto per tutto il paese ma Placidia mi ha spiegato che ogni tanto lo fa, anche su commissione di quelli che, non essendoci più la "scoperta" (lo scoprimento dell'immagine della Madonna sull'altare che una volta era velato fuori dalle cerimonie liturgiche) delle famiglie le commissionano delle preghiere e lei suona le campane. Oggi pomeriggio mentre Mattia voleva farsi raccontare per l'ennesima volta la storia di Gesù che caccia in malo modo i mercanti dal tempio, (gli piace moltissimo) è arrivata una famiglia e Placidia ha guidato le preghiere mentre Mattia provava a inginocchiarsi e alzarsi, sedersi e inginocchiarsi e poi mi ha detto di raccontargli di quando scelgono Barabba al posto di Gesù. Insomma sono diventato un grande narratore di storie bibliche, perché per via del sole e della luna sono risalito alla creazione, sposando in toto la tesi creazionista, con Adamo ed Eva, la cacciata dal Paradiso terrstre che è difficile da descrivere perché somiglia molto ai prati intorno al santuario e non si capirebbe perché siamo stati cacciati per aver mangiato una mela e vai con i diritti e doveri e poi per fortuna Placidia ha smesso la preghiera e noi siamo andati ad aggiustare il nostro canale che i ragazzi di ieri ci avevano ovviamente otturato (parzialmente perché non hanno le nostre capacità progettuali ecc ecc.) e abbiamo rimosso un grosso sasso dal letto (si fa per dire) del torrente e poi soddisfatti siamo tornati giù. Ero nel frattempo andato all'asilo a parlare con la direttrice e farmi dare la lista delle cose da portare, zainetto compreso. Mattia mi ha detto che vuole lo zainetto di Ben Ten e questo mi ha illuso... Perché domani mancano tre giorni all'evento.
mercoledì 1 settembre 2010
Ciàpela
Prosegue il lavoro (?) psicologico per convincere Mattia che in fondo la soluzione asilo potrebbe essere anche indolore. Sarà per questo che mi si è attaccato addosso tutto il pomeriggio come dovesse perdermi da un momento all'altro. Siamo stati a salutare la Madonnina e mi ha chiesto di raccontargli il quadro: "Qual è lo Spirito che fa parlare le lingue?". C'è un dipinto nella volta e vai che mi è uscita una storia con tanto di suspence (alla francese) che non finiva più, fino ai due discepoli di Emmaus, passando per il tredicesimo apostolo e qui è entrato il tradimento, l'amicizia che conta... toh, l'amicizia, come quella di un altro compleanno festeggiato tra i prati del santuario da un gruppo di bambini e bambine con mamme a carico che prima stanno finalmente a chiacchierare tra loro e poi strillano quando si rendono conto che i bambini sono finiti nel bosco e sicuramente domani mattina Tea troverà il canale Mattia ribaltato e però compleanno ieri, altro compleanno oggi, il valore dell'amicizia ci stava, no e dove se non all'asilo (mi vergogno a dirlo) si possono fare i primi amici, magari quelli (non è vero, non è vero) che si conservano tutta la vita e con cui si gioca e ci si racconta le cose. "Ma io le racconto a te". Ciàpela.
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