giovedì 19 marzo 2009
sera
Non vedo mio figlio da due gironi, ormai tre se anche oggi si fa sera. Mi ha preso un'influenza che mai ho avuto in vita mia e che faccio finta di non attribuire alla maggior debolezza dell'età che avanza, che poi maggior debolezza è contrapposizione interessante, come minor robustezza... Ma che mi frega. Tra poco parto, vado a vedere se sta bene. Il resto conta niente, nemmeno l'ultima uscita di Benedetto XVI, benedett'uomo che ne infila una dietro l'altra e questa suo preservativi poteva risparmiarsela. Non è più la Chiesa di una volta dove ogni parola sfidava i secoli e anche gli errori erano evidenti solo sulla lunghissima distanza. Non importa. Purché anche oggi si faccia sera. Ed è la festa del papà, mica del papa...
lunedì 16 marzo 2009
antichità
Non sto in piedi ma seduto ci sto. Non voglio stufarvi con delle lamentazioni che non essendo nemmeno di Geremia profeta (quelle cantate una volta il venerdì santo) sarebbero noiose. Il nervosismo dei padri non ricada sui figli ma anche viceversa perché Mattia non ne può più di raffreddore e tosse e delle volte frugo nella memoria, possibile che noi non fossimo mai ammalati. Poi mi viene in mente che mio fratello ha rischiato di morire due volte e io sono stato portato all'ospedale di Lovere che avevo giusto tre anni e la suor Crocifissa mi fece una puntura ricostituente (abitavamo di fronte all'ospedale di Vilminore) che andò in suppurazione (si dice così?) e nello stanzone d'ospedale ci stetti un mese intero e venne Natale quando mio zio venne a farmi il presepe sul comodino. I funeralini di cui parlavo l'altra volta... beh, forse non tutti i virus sono moderni. Ed è pur sempre consolante che qualcosa, anche se di cattivo, sia restato, del passato, una sorta di virus d'epoca.
venerdì 13 marzo 2009
virus
Mattia oggi ha fatto uno scavo in giardino con il parroco, e non si sa chi aiutava chi, fatto sta che hanno ribaltato il giardino della nonna, che ancora non lo sa e non si sa quali saranno i risultati fisiologici e umorali del massacro ambientale. Mattia ha un raffreddore fortissimo, non sa soffiare dal naso, le cose più semplici, riscoperte in un bambino che non le sa fare, fanno ripensare ogni cosa, il creazionismo e l'evoluzionismo, il big bang o il Fiat iniziale (e non pensate al marchio ma al latino, gente di poca fede). Sono stato male perché Mattia quando trasmette i virus non si risparmia. E questi virus moderni mi trovano impreparato. Non finiremo mai davvero di imparare a sopravvivere.
giovedì 12 marzo 2009
verminai
Brutti giorni e non mi riferisco solo al fatto che la perfida Albione ci ha estromessi in blocco dal calcio europeo, ma per gli attacchi pesanti che arrivano a noi, gli sberleffi, quando perde una squadra italiana è l'Italia che va a rotoli, noi quando perde una squadra tedesca o francese o spagnola ma anche inglese non allarghiamo il fronte d'attacco, loro sì, è l'Italia che è malata se perdiamo una (tre) partita di calcio, sia pure senza beccare goleade, anzi giocando mica male. Mattia ha portato a casa dall'asilo il solito virus, ma non finiscono mai? E ha infettato tutti, gli è rimasto un raffreddore epocale. Non so, io non ho ricordi di asili-lazzaretto verminai di virus, o all'epoca c'era già stata la selezione naturale (i funeralini dei bambini che morivano appena nati o giù di lì) o il mondo era migliore di oggi, nonostante la medicina abbia fatto progressi, non sta dietro alle infezioni.
giovedì 5 marzo 2009
tunnel
Mattia è andato a pranzo con una certa Nicole. "Ha un nome strano", ha commentato. Francese, dico io. "Non so...". Il pranzo era ovviamente all'asilo dove non voleva più andare, lavoretto o non lavoretto per il suo papà, questa mattina gli ho comprato due macchinine e gliele ho messe nelle tasche del giubbetto, una spesa modesta per la verità, tre euro per due macchinine, con la crisi dell'auto ti cacciano dietro anche i modellini. Ma poi la maestra mi ha detto che giocava come un matto su e giù dallo scivolo. Tutto sta nel risolvere il rifiuto mattutino, poi si adegua. Domani sarà un'altra mattina di passioni. Non ha pianto, perché mica vuol fare la figura con le bambine, adesso poi che c'è in ballo questa Nicole deve darsi un contegno. Chissà cosa si sono detti a pranzo... Voi cosa dite, devo prendere informazioni? Tornato a casa ha voluto correre in bicicletta, da dove scende mentre la vettura è in moto, non so dove l'abbia imparato. Poi mi ha detto: allarga le gambe e mi ha fatto un tunnel col pallone. Con mio padre non mi sarei mai permesso. Un tunnel, capite?
mercoledì 4 marzo 2009
neroazzurro
Succede che questa mattina decidiamo di non portare Mattia all'asilo per via che vanno al corso di nuoto e resterebbe lui e pochi altri. Ma ieri hanno iniziato un lavoretto che gli piace. Si tratta di qualcosa per la festa del papà e allora lui vuol farmi una sorpresa e ha paura di non finirlo in tempo e stamattina il mondo si è capovolto non solo per Mourinho, come si ostinano a scrivere tutti i giornali, non solo per le donne in pensione a 65 anni, non per i drammi quotidiani delle guerre, del terrorismo e delle gelosie, ma perché Mattia ieri piangeva per non andare e oggi piange per andare, i pianti vanno valutati, ma adesso devono tornare al principio di non contraddizione di Aristotele, non si può piangere perché accade una cosa e il mattino dopo perché quella stessa cosa non accade, non ci sono più le stagioni di una volta e forse nemmeno più i bambini di una volta. Ieri sera cena del Club atalantino più numeroso della provincia, 480 soci, 160 con le gambe sotto il tavolo, Cristiano Doni, Manfredini e Guarente presenti e tutta sera a farsi fotografare con bambini, signori attempati, signore d'altri tempi, ragazzine disinvolte e clima di mangio e ci bevo sopra, simpatico. Terra di frontiera, Lovere, al confine con Brescia, quindi radici da consolidare. A Mattia avevo promesso di portarlo, purché bevesse solo,,, aranciata perché gli ho riferito, la Fanta l'è mia buna ma l'è tanta. Lui è andato all'asilo a l'ha detto (in dialetto) alla maestra. Risate. Poi l'ha detto allo zio Mario. Risate. Stamattina lo ripete a tutti ma è deluso perché non l'abbiamo portato a bere l'aranciata con l'Atalanta, anche se, sia chiaro, lui ribadisce "Io sono Inter". Ma i colori sono quelli, all'asilo il programma annuale è sui colori fondamentali, il nero e l'azzurro.
lunedì 2 marzo 2009
nuntio
Nuntio vobi gaudium magnum. Mattia stamattina è tornato all'asilo, dopo tre mesi. Non ha versato una lacrima. Quando sono andato a prenderlo all'una è uscito con una corona in testa, lo hanno festeggiato per il compleanno un mese dopo, cosa volete che sia il tempo per un bambino? Ha fatto un elenco (improbabile) di amici con cui ha parlato. La maestra in effetti ha confermato che con lei non ha spiccicato parola, ma ha parlato con i bambini ed è rimasta sorpresa dopo la lunga assenza. La prova sarà domani mattina, perché fare la via crucis una volta ogni anno va anche bene, ripetere la salita al calvario ogni giorno sfiora l'eroismo. Aspettiamo primavera.
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